L’Artista

L'Artista

 

 

Nata a Milano il 21 ottobre 1971, inizia presto a dedicarsi alla pittura presso gli studi pittorici degli Artisti del Naviglio Grande a Milano.

Nel 2006 è fondamentale l’incontro con il maestro Benito Trolese, con il quale inizia, alla Fucina dei Colori, ad approfondire con maggiore incisività il suo percorso pittorico e ad acquisire nuove tecniche e competenze.

L'amore per l'arte ha indotto Katiuscia ad approfondire la cultura artistica con studi dedicati all'arte moderna e all'arte contemporanea.

Partecipa a mostre e concorsi nazionali ed internazionali.

 

"La pittura surrealista dell'artista Katiuscia PAPALEO è carica di novità e soprattutto di personalità, che trova la sua massima espressione in lavori di sapore arcano, atemporali, che narrano di storie, luoghi e personaggi fuori del nostro tempo, ameni, incantati, che sembrano provenire da dimensioni altre, quelle dei nostri sogni e della nostra mente.

Visioni surreali sono le opere dell'artista, cariche di significato, che Katiuscia PAPALEO ci fa conoscere attraverso la sua arte. Le sue immagini scaturiscono indubbiamente dalla cultura ricollegabile all'iconografia surrealista, da cui tuttavia ella si differenzia per un atteggiamento personale e originale. Le sue forme d'arte infatti ripercorrono i binari di una rappresentatività surreale, possiedono l'impronta di aura onirica associata al surrealismo, ma sono decisamente uniche nel piano strutturale e dal punto di vista sia grafico, che cromatico.

Una pittura dunque "visionaria" che sconfina tra le simbologie e le allusioni del surrealismo per creare alla fine qualcosa di veramente unico e sensazionale.

Sandro Serradifalco, critico d'arte

 

"Un cromatismo sempre sensibile e suggestivo costituisce, a mio parere, la principale caratteristica del dispiegarsi poetico  della produzione figurativa dell’artista Katiuscia Papaleo.

La giovane pittrice mostra già un’eccellente possesso di doti tecniche e psicologiche che trasferisce sulla tela, suscitando nello spettatore emozioni intense.

La varia oggettistica che spazia dalle nature morte alle teste di felini, da figure alate a scene meditative e malinconiche, è avvolta da un’atmosfera onirica ed evocativa.

Si direbbe che l’artista, attraverso un meditato espressionismo, voglia mostrare l’interiorità del suo animo che trattiene spesso il sogno e il ricordo di attimi trascorsi e non più ripetibili che possono anche essere esperienze condivise del fruitore.

Tutto ciò non sconfina mai nel dramma, ma spesso raggiunge la sfera di una nostalgia ormai non più rinnovabile ma così puntuale da essere trasferita sulla tela."

Gabriel Ventrice, letterario

 

"Il titolo della mostra di Katia Papaleo “La Scatola delle Emozioni” è l’esatto riflesso della sua personalità: una scatola traboccante di emozioni, colori, riflessi di vita, umori, amori.

Gioia del fare mai disgiunto da un filo amaro che sempre accompagna tutti i veri pittori .  Filo amaro che inquieta in ”discussione”, confronto-scontro, dove l’irruenza e l’urgenza di dire arriva prima della ragione.

Quando la riflessione si allenta, c’è l’istinto espressivo che s’impone con forza e convinzione. Il sentimento nella  “composizione passionale” decantato da ragione e sensibilità così come tutto il complesso del suo lavoro ci convincono. La sua è una personalità artistica ricca ed  esuberante."

Benito Trolese, Pittore e Maestro d'Arte

 

 

 

 

"Guerriera per natura, affronta con la forza che le è congeniale i temi più disparati, con una grande spiccata personalità e cromaticità mirabile."

Silvana Muratori

"Mi piacciono i giochi di colori molto accesi che non stancano per niente e la fantasia molto viva (tipica delle giovani). Tutto è molto irreale e sognante e provoca emozioni.

Le pennellate sembrano veloci e guizzanti e esprimono la bellezza e la gioia di vivere e tanta femminilità."

Fulvio Lambiase, Pittore

 

"Nell’espressiva pittura di Katiuscia Papaleo si palesa a noi un’arte visionaria, caratterizzata da forme che ricordano la nostra realtà, ma rivestite di articolate simbologie che alludono al surrealismo di nuovi spazi atemporali.  I temi rappresentati sulla tela interpongono la natura morta alle figure alate, evidenziando la grande elasticità creativa e interiore dell’artista. Nelle sue opere le emozioni s’intrecciano con un profondo studio cromatico che si affaccia all’osservatore, stupito dalla maestosa aura onirica mescolata alla visione estremamente personale della pittrice."

Salvo Nugnes, Direttore artistico

 

"Non si può prescindere dal colore se si vuole entrare seriamente in contatto con la pittura di Katia Papaleo; le sue tele sono costruite da toni, velature, cangiantismi e colpi di pennello che rendono le superfici vibranti di atmosfere magiche e evanescenti. Questo amore per il colore tradisce una formazione al seguito di Benito Trolese, artista da cui la Papaleo eredita anche le ambientazioni fantastiche, a volte allucinate, che pervadono le sue tele. La sua però non è mai una pittura fuori dal tempo, mero esercizio di stile: le forme, costruite con il solo ausilio del colore, riflettono la realtà con cui l’artista si scontra continuamente, la dimensione personale o sociale che essa vive con intensità carica di emozione. Sono queste emozioni, questi sentimenti, attentamente filtrati da una pittura che è innanzitutto riflessione, che irrompono, al pari dei colori, nelle tele della Papaleo, raggiungendoci con la forza dirompente di un’esplosione."

Giulia Marcarini, Storico dell’Arte

"Il dipinto, esteticamente molto attraente, perviene ad un alto grado di suggestione grazie al moto vorticoso della luce divina del futuro e prorompente Regno Messianico. Molto buona la capacità pittorica per forma e colore."

Verbale della Giuria - 1° Premio della XXXI Edizione del Premio d'Arte Sacra 2013