L'Incanto nelle Risposte dell'Immaginazione
Nel mio lavoro esploro spesso il concetto del sogno, dove si fondono realtà e fantasia, nato dallo sviluppo della capacità, sin da bambina, di vivere il mondo per immagini; credo fortemente nello stimolo della fantasia come ponte alle riflessioni. I sogni comunicano con il nostro subconscio, rivelando aspetti di noi stessi e degli altri che potremmo non riconoscere nella veglia, alcuni piacevoli altri prepotentemente spiacevoli e insistenti. Spesso creo già una scenografia e un racconto nel fantastico, lasciando all’osservatore la volontà di leggerlo o meno, ma, soprattutto, lascio che ognuno vesta il proprio percorso attraverso l’incontro delle proprie sensazioni con la magia e l’immaginazione in modo personale, offrendo una prospettiva unica, dove il sogno diventa uno strumento potente per arrivare alla consapevolezza.
Utilizzo bande, cornici e divisioni che rappresentano simboli parlanti, quali la libertà, l’istantaneità dell’immagine e le rigidità. Uso trasparenze per simulare il sogno, uso il colore saturo e i contrasti di luci e ombre e di caldi e freddi per rafforzare il racconto. E questi elementi sono riportati in molte mie opere dove emerge il simbolismo nella comunicazione.
L’opera madre di questo mio percorso è nel “Matto che profuma di vita” nata dalla fondazione dell’Associazione Artangolo Fucina delle Arti a seguito della scomparsa del maestro Benito Trolese: un ritratto conosciuto nel mondo dell’immaginazione che rappresenta in questo caso una comunità e la sua voglia di andare oltre la morte…