Recensioni

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"L'immaginario cinematografico entra di diritto tra le ispirazioni che muovono la poetica dell'artista Katiuscia Papaleo sulla tela.

Attraverso un uso di colori intensi ed emozionali, la pittrice Papaleo lavora con esplosioni cromatiche convincenti, in una tavolozza accesa ed estesa in tutte le tonalità possibili.

Possiamo affermare che tutta la visione estetica dell'artista si basa proprio su queste scelte cromatiche importanti che si prendono la scena e che incidono pesantemente sull'emozione complessiva che i suoi soggetti vanno a trasmettere a chi li guarda.

I toni drammatici sono accesi dai colori che, caldi e freddi insieme, creano l'atmosfera che ci riporta in connessione diretta ai titoli delle opere, a inquadrare così l'intento primigenio dell'artista Papaleo.

La centralità della sua ispirazione corre sul filo dell'amore per l'arte stessa, per il fare arte, in una esaltazione della posizione dell'artista che crea nell'oggi, e la sua poetica abbraccia la femminilità nella sua accezione di simbolo, anche quando può essere concettualizzata in una spada giapponese che unisce la delicatezza del fiore all'implacabilità mortale del metallo forgiato.

L'essenza dell'immaginato femminile è la sua forza gentile, paziente, intrisa di mistero e di riferimenti che rappresentano la donna congiunta alla natura che esplode nella sua magnificenza estrema per mezzo del fiore quando sboccia e che si fa trasportare con levità dalla brezza che segna il mutar delle stagioni.

Nelle sue opere più squisitamente incentrate sul femminino, Katiuscia Papaleo ci porta davanti a riti iniziatici, a quelle stagioni finite e ai capitoli chiusi che aprono a nuovi cicli di vita, quindi a qualcosa che vale la pena festeggiare perché sono l'inizio di una consapevolezza maggiore che è la crescita e l'accettazione di continuare il cammino in beata solitudine, senza fermarsi mai."

Prof. Vittorio Sgarbi,  critico d'arte, saggista, politico, personaggio televisivo e opinionista italiano

"Ci fu un surrealismo che diede immagine al paradosso, all'immaginario, a ciò che era frutto dell'indagine onirica. Poi c'è un surrealismo di Katiuscia Papaleo che è vera introspezione delle figure e dei paesaggi dello spirito. Quest'artista con un talento formidabile dà figura e dinamicità al vento ineffabile che percorre gli antri dell'interiore umano. Nei suoi quadri si contemplano notti rischiarate da aurore generate dalla luce di una ragazza che ha voluto fermare il tempo, che ha resistito all'afonia e all'agonia di questi tempi. I suoi dipinti scuotono e incantano, di quel vento mi faccio spettinare i pensieri e di quel vento Katiuscia raffigura i colori".

Professore Alberto D'Atanasio, Direttore di Casa Modigliani e Storico d'Arte.

E’ un caos calmo e lineare, quello che si srotola dinanzi ai nostri occhi una volta in contatto con l’opera di Katiuscia Papaleo. Diversi piani di composizione e tonalità opposte, talvolta anche forti e contrastanti, concorrono con serenità al conseguimento di un’armonia generale che ci induce alla distensione. Nei suoi accostamenti, vertiginosi e spericolati, insite qualcosa di profondamente rilassante per la vista e gli stati d’animo, poiché costretti a variare, irrimediabilmente, anche all’interno della stessa tela. Il modo in cui essi cambiano, infatti, è strettamente legato all’uso del colore volutamente contraddittorio, ma non per questo incomprensibile, delle opere. Per capirli a pieno, infatti, basta semplicemente osservarli attraverso il canale dei sentimenti, degli stati d’animo, delle emozioni: abbandonando, per un attimo, i troppo spesso stucchevoli tecnicismi dell’arte.

Luca Cantore D’Amore, Critico d'Arte

"Non si può prescindere dal colore se si vuole entrare seriamente in contatto con la pittura di Katia Papaleo; le sue tele sono costruite da toni, velature, cangiantismi e colpi di pennello che rendono le superfici vibranti di atmosfere magiche e evanescenti. Questo amore per il colore tradisce una formazione al seguito di Benito Trolese, artista da cui la Papaleo eredita anche le ambientazioni fantastiche, a volte allucinate, che pervadono le sue tele. La sua però non è mai una pittura fuori dal tempo, mero esercizio di stile: le forme, costruite con il solo ausilio del colore, riflettono la realtà con cui l’artista si scontra continuamente, la dimensione personale o sociale che essa vive con intensità carica di emozione. Sono queste emozioni, questi sentimenti, attentamente filtrati da una pittura che è innanzitutto riflessione, che irrompono, al pari dei colori, nelle tele della Papaleo, raggiungendoci con la forza dirompente di un’esplosione."

Giulia Marcarini, Storico dell’Arte

"E’ sensazionale come una struttura pittorica, realizzata da un maestro dell’arte contemporanea come Papaleo Katiuscia, possa presentare l’elaborazione del segno condizionato all'intero sistema iconografico, in un unico e poetico assenso visivo. Un dipinto bello e nuovo nella particolare forma e condizione in cui la figura femminile si trova. La donna, ricerca un suo equilibrio che oggettivamente trapassa l’immaginazione, infatti è con la luna che si dibatte, come a voler condividere la sua stessa prima idea, in un coerente condizionamento emotivo che resta solo un ideale. La vivacità dell’artista promuove nuovi spunti nell'arte, visioni intrise di elementi che, messi tra loro creano il dilemma coeso da una perfetta strategia grafica e che va oltre il limite dello spazio visto con iconografia figurativa."

Cav. Flavio De Gregorio (critica rivolta all'opera “La determinazione dell’idealista”)

"Tra microsfere cristalline del colore, rilucono di riflessi sinestetico cromatici, le opere di Katiuscia Papaleo e nei leit motive dei suoi arcobaleni danzanti, si accendono polifonie sospese come nel pentagramma della vita, a cui lei spesso dedica alla natura della donna il primato di mater. La sua partitura pittorica si riveste di sogni, memorie e percezioni, dove fluiscono sentieri che evocano percorsi interiori fondendo reali esperienze di innumerevoli viaggi per il mondo e quelli onirici che emettono l'energia del profondo e la trasmettono in un empatico messaggio all'osservatore. Opere che pulsano con vitalità cinetica e dipanano di bellezza e armonia, sorgenti di luce che indirizzano a gamme di auree propagatrici di respiri del colore dell'armonium rilucente delle albe che inghiottono i crepuscoli. Una metafora quest'ultima rispetto i "sentieri" della vita dove quasi con funzione taumaturgica trasmette all'osservatore quiete e riflessione.
Gamme che narrano di intensità infinite conferendo "mantra" meditativi, rivisitano i colori dell'energia dei Chakra della Kundalini schiudendosi all'occhio di chi osserva ed emanano amore per la vita radiante di forza nei gialli/arancioni, introspezione dei blu sino al fluido vitale ed energizzante dei rossi. Il gesto pittorico emana effetti carezzevoli di natura spirituale, per lei dipingere è necessità, sinonimo di libertà assoluta di pensiero ed abbandono totale a ciò che il pennello riceve nella sua danza dentro il colore oltre ogni restrizione progettuale. I suoi soggetti abitano e pulsano in uno spettro che richiede l'ascolto interiore "steinheriano" dove l'arte è mezzo di catarsi. Atmosfere astrali e soggetti dai simboli introspettivi fanno luce nel buio che talvolta inghiotte la visione delle stelle, K. riesce ad accenderne i bagliori di un motus dirompente alla ricerca della verità ideale come nell'opera "Il buio all'improvviso" in cui il sentiero è un nastro-arcobaleno spinto dalle correnti dell'esistenza, che dal fondo prospettico accede come un pontex sospeso, in cui la donna vestita dei colori verdi della speranza, come un'equilibrista procede con lo specchio del suo amore spinto da una mano (il suo cuore) procede un accesso esplorativo verso un percorso incognito, tra erbe spinose, dedicato attraverso la pittura come preghiera d'amore per la salute della madre. K.P. si è dedicata da sempre con passione e studio verso l'arte moderna e contemporanea, quest'ultima praticata con maturazioni e apporti anche tecnici e non solo espressivi sia al "Naviglio Grande" di Milano che al Magister Benito Trolese alla "Fucina delle Arti", già punto di incontro e scambi loquaci artistici con altri soci e artisti eccelsi. Oggi presidente dell'Associazione che continua a portar avanti dopo l'eredità spirituale e artistica del suo Maestro e da lui stesso riconosciute.

Attiva da più di un decennio sia in campo nazionale che internazionale in Mostre, vince il 1° premio nel concorso di Arte Sacra, nel 2015 all'EXPO con l'opera "l'oro che nutre la vita", un'opera che da il titolo sembra ricollegarsi all'ultima di poetica dedizione alla madre, sentimenti universali in cui nell'intimo significato ognuno può ritrovarsi per chi con amore la vita dona e con la stessa bellezza la riceve, si sovrappongono gli stessi colori del "suo" nastro colorato mistico e misterioso di un'unione senza tempo all'infinito".

Dott.ssa Francesca Mezzatesta, Storico e Critico d'Arte

"La pittura surrealista dell'artista Katiuscia PAPALEO è carica di novità e soprattutto di personalità, che trova la sua massima espressione in lavori di sapore arcano, atemporali, che narrano di storie, luoghi e personaggi fuori del nostro tempo, ameni, incantati, che sembrano provenire da dimensioni altre, quelle dei nostri sogni e della nostra mente.

Visioni surreali sono le opere dell'artista, cariche di significato, che Katiuscia PAPALEO ci fa conoscere attraverso la sua arte. Le sue immagini scaturiscono indubbiamente dalla cultura ricollegabile all'iconografia surrealista, da cui tuttavia ella si differenzia per un atteggiamento personale e originale. Le sue forme d'arte infatti ripercorrono i binari di una rappresentatività surreale, possiedono l'impronta di aura onirica associata al surrealismo, ma sono decisamente uniche nel piano strutturale e dal punto di vista sia grafico, che cromatico.

Una pittura dunque "visionaria" che sconfina tra le simbologie e le allusioni del surrealismo per creare alla fine qualcosa di veramente unico e sensazionale.

Sandro Serradifalco, Critico d'arte

"Breve testo presentazione dell'opera: L’artista da sempre impegnata nell’arte della pittura è artefice di un’opera di stampo surreale dal tratto lieve e suadente con tocchi rapidi e con una vivacità cromatica nel cogliere il momento estemporaneo della vita quotidiana."

Dott. Antonio Castellana (critica rivolta all'opera “il tempo di Zimmer”)

"Un cromatismo sempre sensibile e suggestivo costituisce, a mio parere, la principale caratteristica del dispiegarsi poetico  della produzione figurativa dell’artista Katiuscia Papaleo.

La giovane pittrice mostra già un’eccellente possesso di doti tecniche e psicologiche che trasferisce sulla tela, suscitando nello spettatore emozioni intense.

La varia oggettistica che spazia dalle nature morte alle teste di felini, da figure alate a scene meditative e malinconiche, è avvolta da un’atmosfera onirica ed evocativa.

Si direbbe che l’artista, attraverso un meditato espressionismo, voglia mostrare l’interiorità del suo animo che trattiene spesso il sogno e il ricordo di attimi trascorsi e non più ripetibili che possono anche essere esperienze condivise del fruitore.

Tutto ciò non sconfina mai nel dramma, ma spesso raggiunge la sfera di una nostalgia ormai non più rinnovabile ma così puntuale da essere trasferita sulla tela."

Gabriel Ventrice, Letterario

"Il titolo della mostra di Katia Papaleo “La Scatola delle Emozioni” è l’esatto riflesso della sua personalità: una scatola traboccante di emozioni, colori, riflessi di vita, umori, amori.

Gioia del fare mai disgiunto da un filo amaro che sempre accompagna tutti i veri pittori .  Filo amaro che inquieta in ”discussione”, confronto-scontro, dove l’irruenza e l’urgenza di dire arriva prima della ragione.

Quando la riflessione si allenta, c’è l’istinto espressivo che s’impone con forza e convinzione. Il sentimento nella  “composizione passionale” decantato da ragione e sensibilità così come tutto il complesso del suo lavoro ci convincono. La sua è una personalità artistica ricca ed  esuberante."

Benito Trolese, Pittore e Maestro d'Arte

"Katiuscia Papaleo è un artista in continua crescita mercantile e culturale, la di cui arte è originale e soprattutto inconfondibile. Il suo ciclo artistico nasce da quelle  “radici” che crescono, si uniscono, si compenetrano dando vita ad un racconto quasi musicale, sviluppando, soprattutto,  una ricerca sistematica, intensa e costante di linee, di luce, di forze, di colori, di tratti lirici che confluendo, incontrandosi, amalgamandosi creano uno splendido racconto. Un racconto immerso in una visione altamente poetica, vivificata da spessori cromatici che ricordano i le origini primordiali del segno e dell’iride."

Prof. Egidio Maria Eleuteri, Storico dell’Arte

Osservando l'opera di Katiuscia Papaleo si rimane incantati oltre che dall'armonia dei colori, dal significato onirico della rappresentazione scenica e dall'articolarsi della composizione assolutamente perfetta.  La plasticità della veste della fanciulla che "cattura la luna" crea una sensazione di leggerezza accentuandone il movimento che diventa via via vibrante e forza stessa nella potenza del gesto.  La pittura di Katiuscia Papaleo ci permette di viaggiare nel nostro più profondo inconscio facendoci riaffiorare nella memoria i nostri sogni più dolci, spesso quelli della nostra fanciullezza, rappresentando un mondo più dolce e ancestrale.

Luigi Gattinara, Direttore Triennale della Fotografia

La pittura dell’artista Katiuscia Papaleo emana un’immagine ricca di vitalità e di fantasia che definisce compiutamente i suoi soggetti. Pittura figurativa moderna dal sapore surrealista che è capace di evocare immagini tanto fantastiche quanto reali in un felice e rigoroso connubio di narrazione. Ella, servendosi di tecniche miste quali olio su tela e cartoncino telato con una stesura personale, rappresenta un risultato pittorico di vivo cromatismo e di sintesi della luce. La forma è pregna di energia mentre il segno è carico di significati contenutistici. E’ una pittura idealistica e spirituale che effonde al fruitore un continuo stimolo onirico e ricchezza umana.

Monia Malinpensa, Art Director

"Il dipinto, esteticamente molto attraente, perviene ad un alto grado di suggestione grazie al moto vorticoso della luce divina del futuro e prorompente Regno Messianico. Molto buona la capacità pittorica per forma e colore."

Verbale della Giuria - 1° Premio della XXXI Edizione del Premio d'Arte Sacra 2013

"Nell’espressiva pittura di Katiuscia Papaleo si palesa a noi un’arte visionaria, caratterizzata da forme che ricordano la nostra realtà, ma rivestite di articolate simbologie che alludono al surrealismo di nuovi spazi atemporali.  I temi rappresentati sulla tela interpongono la natura morta alle figure alate, evidenziando la grande elasticità creativa e interiore dell’artista. Nelle sue opere le emozioni s’intrecciano con un profondo studio cromatico che si affaccia all’osservatore, stupito dalla maestosa aura onirica mescolata alla visione estremamente personale della pittrice."

Salvo Nugnes, Art Director

"L'Antico Oratorio della Passione presso Sant'Ambrogio nei giorni dal 25 gennaio al 1 febbraio 2020 accoglie la personale di Katia Papaleo che realizza nello storico spazio espositivo ambrosiano la mostra “Contaminazioni” di forte impatto emozionale. Essa è frutto dell’appassionato e ricco percorso artistico di Katia che non prescinde dalla sua sensibilità umana, dall’entusiasmo con cui realizza le sue opere ricche di colore e calore, e in alcuni casi persino esplosive di effetti capaci di coniugare l’astratto col concreto, l’idea precosciente col figurativo che la oggettiva. Gli spunti per i suoi dipinti spesso partono da realtà vissute, sognate, da paesaggi naturali, esotici, memorie visive ed emotive divenute patrimonio del suo animo e che diventano nei suoi quadri figure astratte o stilizzate, archetipi sottoposti a diverse potenziali metamorfosi. Contro la pesantezza della materialità, che appesantisce ogni cosa, Katia contrappone la leggerezza espressiva dell’arte che sente come attività prettamente spirituale, anzi potremmo dire mistica. Tali soggetti pittorici e relative tecniche sono sicuramente un punto d'arrivo, o meglio, una conquista di equilibrio tra forme eteree, (ma potremmo dire anche animiche), e intensità del colore: indice di un desiderio che si spinge oltre l’apparenza? Non è forse vero che i nostri occhi spirituali percepiscono in una luce superiore persone ed oggetti catturati dai nostri occhi materiali? Non ci resta che osservare le opere di Katia Papaleo e riflettere sulle dichiarate “Contaminazioni” nei suddetti giorni della loro esposizione presso il suggestivo Antico Oratorio della Passione di S. Ambrogio."

Cosimo Mero, Direttore Artistico Antico Oratorio della passione di S. Ambrogio

"Guerriera per natura, affronta con la forza che le è congeniale i temi più disparati, con una grande spiccata personalità e cromaticità mirabile."

Silvana Muratori, scrittrice